Salta al contenuto

Mediacamp Perugia: un resoconto

11 aprile 2009

Di seguito un ottimo riepilogo della giornata del Mediacamp Perugia curata da Andrea Fama per LSDI.

******
Ma veniamo al vivo di questa giornata finale, cercando innanzitutto di capire cos’è un MediaCamp, ovvero una conferenza informale basata su una forte interazione tra oratori e pubblico, i cui ruoli si alternano e si sovrappongono nel tentativo di instaurare un dialogo aperto ed orizzontale, pronto ad accogliere e a far fruttare idee, esperienze e contributi provenienti dalle realtà più disparate.

Ed infatti il programma in carnet per questa domenica si presenta decisamente ricco, con una scaletta di interventi variegata ed interessante, a dimostrazione che certo mondo dell’informazione è più che mai vivo e partecipativo, grazie all’energia e all’entusiasmo di numerosi giovani, perfettamente coadiuvati da figure di spicco del giornalismo italiano, la cui esperienza funge da base di lancio comune per i nuovi stimoli provenienti dal basso.

Il primo di questi stimoli, in realtà, più che dal basso proviene da una terza dimensione che “minaccia” di sovvertire ancora una volta i parametri del web: il 3.0, la nuova frontiera della tridimensionalità on-line. A portare a galla la questione è Carmela Modica che, citando l’imprescindibile Second Life, mette in guardia circa il potenziale monopolistico alla radice del patto che vorrebbe Linden Lab e IBM unite per dettare le nuove regole del 3.0, in una sorta di remake del film che per anni ha visto come protagonisti Micorsoft e il suo Windows. Fulcro dell’intervento è la constatazione che Second Life, a dispetto di quanto si potesse pensare fino a non troppo tempo fa, non è una vetrina in cui tutti si riversano nel tenativo di far fruttare business talvolta anche improbabili, bensì un universo parallelo dal duplice centro gravitazionale: la ricerca scientifica e l’e-learning (pratica che in Italia inizia a muovere i primi incerti passi, ma che in realtà affermate quali Harvard corre già con le proprie gambe).

Altro prezioso intervento in scaletta è quello di Massimo Burgio, guru del search marketing. Burgio affronta il tema del personal broadcasting, etichetta che racchiude numerose realtà accomunate da un’unica certezza: i media siamo noi. Noi che “cinguettiamo” su Twitter, che condividiamo foto e video, o che semplicemente diffondiamo messaggio via sms – e lo facciamo di continuo. Il personal broadcasting è una realtà che probabilmente acquisterà un peso sempre maggiore nel panorama informativo globale, ma ad oggi presenta un nervo pericolosamente scoperto: la rintracciabilità e la visibilità dei contenuti. La chiave per poter essere rilevabili, e quindi rilevanti, nel magma informativo del terzo millennio risiede in un uso più accurato e consapevole di strumenti quali il SEO (search engine optimization) e il SEM (search engine marketing). Infatti, solo imparando ad usare keyword piuttosto che tag mirate, ad esempio, è poi possibile essere rilevati dai motori di ricerca e quindi esistere concretamente sul web.

Parallelamente ai tentativi di emersione dei contenuti digitali, bisogna segnalare la scomparsa dai radar dell’informazione di una figura chiave che sta però diventando sempre più effimera. Parliamo del lettore, entità ormai ectoplasmatica che i media non pongono più al centro del proprio servizio, subordinandola a priorità di natura politico-economiche che oggi costituiscono la mission reale, seppur non dichiarata, di molti organi di informazione. Il lettore, infatti, costituisce solo il 20% del conto economico di un giornale, ad esempio, surclassato da pubblicità e finanziamenti. E’ proabilmente proprio da questo dato che scaturisce la scarsa considerazione nei confronti del lettore, al quale spesso non si riconosce neanche l’autonomia e la dignità culturale che merita, trasformando le notizie – anche quelle di cronaca – in strumenti di moralizzazione ed indottrinamento rivolti ad un pubblico che si vorrebbe incapace di fruire di un’informazione “al naturale”, scevra quindi da retaggi morali imposti da questa o quella testata giornalistica.

Saltando di palo in frasca, la conversazione del BarCamp perugino si sposta su un altro illustre desaparecido della scena mediatica attuale: il giornalismo di inchiesta. I reportage sul campo costano notoriamente troppo per redazioni ridotte al lumicino, ormai sempre più assimilabili a distributori di contenuti piuttosto che produttori. A cogliere le opportunità che si nascondono tra le crepe di questa crisi è FreeReporter.info, piattaforma di intermediazione tra freelance globali e media mainstream, due realtà che difficilmente trovano un comune campo di interazione. La volontà di FreeReporter è proprio quella di colmare questo vuoto esistente tra due realtà che devono necessariamente imparare a dialogare, fornendo ai media tradizionali la possibilità di acquistare inchieste di qualità a prezzi notevolmente inferiori rispetto agli standard, e allo stesso tempo mettendo i freelance in condizione di essere visibili e appetibili per apparati mediatici internazionali difficilmente raggiungibili da chi non è introdotto nel grande circo dell’informazione mainstream.

Last but not least, non si può non segnalare l’intervento di Luca De Biase, direttore di Nòva24, novella testata del Sole24Ore dedicata al giornalismo dell’innovazione. Questa forma di giornalismo è per definizione una scommessa avvincente dagli esiti quasi sempre incerti. La sua ragion d’essere è, come nel caso del giornalismo tradizionale, la ricerca delle notizie. Ma si tratta di notizie innovative, appunto, che propria natura possono essere verificate solo dal tempo, unico attore in grado di decretarne bontà e veridicità, ancghe se solo a posteriori. Anche il giornalismo innovativo, però, corre sugli stessi binari di quello tradizionale. Da un lato, infatti, spadroneggia il motto del “così fan tutti”, sintetizzabiile in una copia spudorata dei prodotti giornalistici. Dall’altro, invece, il più nobile e rassicurante riferimento alle autorità, alla citazione delle fonti autorevoli. Il grande punto interrogativo di questo giornalismo, però, consiste nel fatto che quelle stesse fonti che per anni sono state considerate innovative, non è detto che lo siano per sempre, rendendo l’attività giornalistica un’avvincente ricerca e una scommessa continua.

Tra i punti di forza di Nova24 c’è sicuramente il NovaLab, un’officina della sperimentazione giornalistica in cui gli utenti possono contribuire alle storie fornendo spunti, correzioni e integrazioni al prodotto giornalistico che, in virtù di ciò, si trasformerebbe finalmente in quel processo informativo a cui ambisce il giornalismo moderno e di cui tanto si è discusso anche durante il Festival appena conclusosi.

*****

Foto dal Mediacamp Perugia

Altri link:

Repubblica.it

Agenda Comunicazione

Vittorio Pasteris Blog

La Sentinella del Canavese

VICINI ALL’ABRUZZO

10 aprile 2009

lutto_nazionale

Il formato delle Unconference di MediaCamp

14 febbraio 2009

IL FORMATO DELLA UNCONFERENCE

La unconference è un concetto sviluppato a partire dal 2003, da organizzazioni indipendenti di operatori web (soprattutto webmasters e techies) che, stanche di partecipare o in veste di relatore o in veste di audience a conferenze dove “c’è qualcuno che insegna qualcosa a chi viene ad imparare”, hanno inventato un nuovo modello di conferenza “casual” e non-conferenza, appunto l’unconference.

Pionieri delle unconference sono sicuramente i BarCamp, inaugurati da BarCamp Vancouver appunto nel 2003, ed oggi diverse organizzazioni in tutto il mondo organizzano eventi unconference su vari temi, soprattutto internet.

Nel modello di unconference tutti i partecipanti hanno qualcosa da condividere con gli altri in un contesto di knowledge sharing, dove tutti sono speakers e audience – c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare dall’esperienza altrui!

Nasce Mediacamp Italia

10 febbraio 2009

L’agenda dei Mediacamp italiani e…. molto di più….

Lo scorso 13 Settembre 2008 il MediaCamp Sicilia ha inaugurato la stagione dei mediacamp italiani. A MediaCamp Sicilia è seguito MediaCamp Roma a Dicembre, e siamo adesso in attesa di MediaCamp Perugia, che si svolgerà il prossimo 5 Aprile all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

Ma cosa è un mediacamp?

Si tratta di una cosiddetta “un-conference” di 1 giorno o ‘Relaxacon’ (una serie di sessioni interattive ed informali) il cui scopo è quello di creare un networking forum per i partecipanti che possono così condividere, esplorare, navigare e far crescere la loro abilità nel settore dei nuovi media, anche attraverso l’utilizzo di audio e video podcasting, blog, fotografia e tutte le tipologie utilizzate nel settore della nuova comunicazione – anche attraverso le tecnologie dell’Open Source, e con un occhio di riguardo agli aspetti di business e di marketing – social media marketing, per l’appunto.

Noi di MediaCamp siamo anche molto focalizzati sull’aspetto di Knowledge sharing, ovvero della condivisione totale della conoscenza, vera e propria pietra miliare del Web dal 2.0 in poi.

Alle Unconference di MediaCamp non si viene a presentare i propri prodotti, servizi, soluzioni e piattaforme, e neanche a farsi belli con la case history di successo o raccontando che “si è fatto questo progetto“. A MediaCamp si viene a raccontare, spiegare e discutere con il gruppo “come” si è fatto il determinato progetto, iniziativa o soluzione.

MediaCamp dove?

Dopo Noto che ha ospitato il Mediacamp Sicilia, ed il Mediacamp Roma dello scorso Dicembre, è la volta di Mediacamp Perugia, i cui siti sono raggiungibili con un click anche dai link sulla barra laterale.

E MediaCamp Italia?

MediaCamp Italia è uno sharing-staff che, nello spirito della condivisione tipica del mondo del web nel social networking, ha introdotto in Italia il “sistema mediacamp” puntando alla modalità della un-conference come novità tipologica in linea e quale diretta evoluzione del “sistema barcamp“.

MediaCamp Italia crede nel formato di knowledge sharing unito al networking nel mondo reale, ed ha sposato la causa delle unconferences lanciando la serie di eventi MediaCamp.

La libertà del web

Mediacamp Italia con questo sito si propone di mettere l’accento sul mondo dei MediaCamp italiani creando una sorta di network made in Italy per favorire la nascita di eventi mediacamp.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.